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Escalaplano, parte una fucilata per sbaglio: cacciatore ferito


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Paese

Dati Generali
Il paese di Escalaplano
Escalaplano è un Comune passato ora dalla provincia di Nuoro a quella di Cagliari. È situato a 338 metri sul livello del mare, tra le valli del Flumendosa e del Flumineddu. Conta 2448 abitanti. Fa parte della XIII Comunità Montana “Sarcidano Barbagia di Seulo?. Dista 47 km da Nuoro. Il toponimo è evidentemente di origine latina: deriva da Scala Planum, letteralmente Scala del Piano, cioè sentiero in salita che porta al pianoro.
Il territorio di Escalaplano
Altitudine: 94/676 m
Superficie: 93,88 Kmq
Popolazione: 2532
Maschi: 1324 - Femmine: 1208
Numero di famiglie: 880
Densità di abitanti: 26,97 per Kmq
Farmacia: corso Sardegna, 311 - tel. 070 951104
Guardia medica: via San Sebastiano - tel. 070 951022
Polizia municipale: via Savoia, 108 - tel. 070 95410308
Carabinieri: corso Sardegna - tel. 070 951055

Storia

ESCALAPLANO o SCALAPLANO, villaggio della Sardegna, nella provincia d’Isili, e diocesi di Bonavoglia. Era parte della curatoria di Galilla che comprendeasi nel giudicato di Cagliari.

La sua posizione geografica è alla latitudine 39°, 38', e alla longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0°, 10', 40".

Giace alla pendice meridionale d’un altipiano tra due fiumi, ed ha un orizzonte assai angusto per le eminenze che sorgono non lungi anche alle altre parti. Tiene Foghèsu al greco in distanza di miglia 5 1/2; Ballao verso il mezzogiorno a una quasi egual distanza; Orròli al maestro-tramontana a miglia 6; Isili, capoluogo di provincia, al maestrale e a miglia 13. Il suolo del paese è piuttosto secco, e sente l’influsso della più parte de’ venti. Il caldo è moderato, e nel-l’inverno le nevi sciolgonsi presto. Le pioggie sono talvolta scarse e assai desiderate nella primavera. La nebbia è un raro fenomeno e niente nocivo. Le tempeste sono pure poco frequenti.

Componesi questo popolo di 285 famiglie, che danno anime mille duecento venti. Si numerano nel-l’anno matrimonii 10, nascite 40, morti 25. Le più frequenti malattie sono i dolori laterali. Molti vivono agli 80 anni.

Le professioni principali sono l’agricoltura e la pastorizia. Nelle arti necessarie sono impiegate circa cinquanta persone, e vi sono non pochi che si occupano in trasportare e rivendere i prodotti del paese e le opere degli artefici. Lavorasi in più di trecento telai la lana e il lino, e vendesi il soprappiù del bisogno.

Vi è stabilita la scuola di primaria istruzione, alla quale però ordinariamente non concorrono più di dodici fanciulli. Dopo il monte granatico e nummario non altro stabilimento di pubblica utilità può rammentarsi.

Religione. La chiesa parrocchiale è dedicata a s. Sebastiano martire. Un prete che qualificano vicario la governa, ed è assistito nella cura delle anime da un altro sacerdote. Sono altre tre chiese minori, nel villaggio una dedicata alla Vergine Assunta e due nella campagna, delle quali questa è dedicata al Salvatore, quella a s. Giovanni Battista, distanti una ed altra dal paese circa 3 miglia. Nelle principali feste è bello il vedere le lunghe schiere de’ buoi e de’ cavalli adornati alla meglio, che si guidano avanti i simulacri dei Santi. In alcune di queste i ricchi gareggiano in fare splendide limosine ai poveri, e tutti in ospiziare gli stranieri che concorrono.

Territorio e agricoltura. L’area territoriale di questo villaggio calcolata di starelli dodicimila, comprese pure le parti che non soffrono cultura. Si suol seminare ogni anno starelli di grano 1000, d’orzo 800, di fave e piselli 200. Il grano rende il sei, l’orzo il dieci, le fave il cinque i piselli anche il dodici. Quello che sopravanza dei cereali portasi a vendere a Tortolì sul dorso de’ cavalli, perchè non puossi con i carri. Si coltivano alcune specie ortensi, e di lino ottienesi circa 100 cantara di fibra. Le viti vi prosperano, ed annualmente si raccolgono circa 20 mila quartare di mosto. Il vino lodasi come ottimo. Se ne brucia poco per acquavite. Le piante fruttifere di diverse specie sommano a circa 15 mila individui.

Chiudende. I chiusi e le tanche non conteranno più di 300 starelli di terreno.

Bestiame. Si numerano pecore 2000, capre 1500, buoi domiti e vacche ammansite 400, vacche rudi 500, cavalli e cavalle 30, giumenti 200. Quando gli scalaplanesi poteano vendere nel porto del Sarrabus i loro formaggi a’ napoletani, le capre e pecore erano più numerose.

Selvaggiume. I cacciatori non perdono lor opera, trovando facilmente cinghiali, cervi e daini, e altre specie minori. Son numerosissime le varie famiglie degli uccelli, e nella fine dell’inverno trovansi grandissimi sciami di tordi.

Acque. O formansi o crescono in questo territorio non meno di sedici ruscelli, che danno tributo al Dosa e allo Stanàli suo confluente. Nè in uno, nè in altro di questi due fiumi, che scorrono da una e dall’altra parte del villaggio, e si uniscono al suo mezzogiorno, si è formato alcun ponte, sebbene sia sommo pericolo a guadarli in stagion piovosa. A non esser totalmente interrotte le comunicazioni con gli altri villaggi del dipartimento si passa il Dosa sopra una barchetta, e per questo comodo deve pagare il comune starelli venticinque di grano.

In questi due fiumi abbondano le trote, le anguille e i muggini. Non pochi scalaplanesi attendono alla pesca, e si computa che i medesimi prendano circa 45 cantara delle tre specie che portano a vendere ne’ vicini dipartimenti.

Popolazioni antiche. La tradizione e le vestigia certificano che erano abitati i luoghi che dicono Sarrantas, Fossa-canna e Perdu-Euzèi. Uno è a levante, l’altro a tramontana, e il terzo a maestro a più d’un’ora di distanza da Scalaplano.

Norachi. Non se ne conoscono più di tre, uno in Tummia, l’altro in Perdu-Euzèi, il terzo in Ammuài.

In varii luoghi veggonsi quelle cotali piccole caverne sepolcrali, che sono tanto frequenti nelle diverse regioni della Sardegna. È osservabile quella che trovasi nella regione detta Sa fossàda.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Escalaplano
17 Gennaio: Sant’Antonio Abate
20 Gennaio: San Sebastiano, festa del santo patrono
2 Febbraio: La Candelora
13 Maggio: San Salvatore
Giugno: Sagra del Formaggio e dell’olio di lentisco
24 Giugno: San Giovanni Battista
15 Agosto: Festa dell'Assunta
1 Novembre: Ognissanti